Mi fermo e respiro

Un corpo libero per un cuore leggero

Non tutte le ‘vritti’ sono negative

Così come ci ricorda Patanjali nel secondo versetto degli Yoga Sutra lo Yoga è l’inibizione delle modificazioni mentali (citta-vritti). Normalmente la nostra mente è distratta e instabile, impegnata a spostare continuamente l’attenzione da una cosa all’altra. Lo Yoga si pone come obiettivo quello di arrestare questo processo, di arrestare le vritti. Ma tutte le vritti?
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Che il 2015 porti la possibilità di…

praticare la tenerezza, verso se stessi e gli altri
abbracciare le nostre paure e prendercene cura
ascoltare i nostri figli e imparare da loro
vivere ogni momento come fosse ultimo ed essere grati per questo
praticare la gratitudine per questo respiro, che ora c’è
imparare la compassione

Il bello di (ri)scoprirsi sensibili

Dopo una pausa depurativa da tutti i social e blog (ci voleva), torno a scrivere. In questi giorni sono stata a Venezia, visitandola così come piace a me, senza guida, perdendomi tra vicoli e ponti, senza aspettarmi nulla e accogliendo ciò che arriva. Continue reading

La mercificazione della meditazione: tornare alla gratitudine

Recentemente si moltiplicano articoli e studi su quanto la meditazione faccia bene al nostro cervello (qui uno degli ultimi). A me piace la scienza, piace lo studio, adoro capire come funzioniamo, dalle più piccole molecole che ci attraversano all’infinito fuori di noi.  So che lo yoga e la meditazione possono portare a notevoli benefici, ma una cosa la devo dire: la strumentalizzazione di pratiche millenarie il cui scopo era prima di tutto l’elevazione spirituale un po’ di rattrista.  L’animo umano cerca il profitto, non solo economico ma anche di contenuti: si fa qualcosa per avere qualcos’altro in cambio. Più che chiederci cosa succede nel cervello e quali vantaggi possiamo trarne, chiediamoci: perché lo facciamo?  Quali sono le motivazioni che ci spingono ogni volta a tentare strade sempre nuove e diverse? 

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Kata kapotasana: evitare gli errori più comuni

Veniamo a un post un po’ più tecnico. Mi piace l’idea di mettere nero su bianco quello che pratichiamo nelle lezioni: scrivere aiuta a riordinare le idee e può essere un buon modo anche per gli allievi per rivedere alcuni aspetti della pratica.

Questa settimana a lezione stiamo praticando kata kapotasana, la posizione del piccione accovacciata.

Questa posizione produce un notevole allungamento di tutta la catena anteriore (retto femorale, psoas, grande pettorale…) e di tutti gli intrarotarori ed estensioni del braccio.

La posizione completa (vedi foto) non è di così facile accesso e può essere utile utilizzare degli accorgimenti per lavorare seguendo il senso intrinseco della posizione nel rispetto dei propri limiti: può essere utile per esempio utilizzare una cinghia per avvicinare le mani al piede della gamba posteriore. Continue reading

Respirare o essere respirati?

Durante le lezioni quando ricordi di respirare, o quando comunque nomini la parola respiro, quasi immediatamente accade che i praticanti comincino a sospirare, espandere o prolungare il respiro, mettendo in atto cioè meccanismi di tipo volontaristico.

Ma nella pratica yoga il respiro deve essere volontario o involontario? Continue reading

Parlarsi attraverso il silenzio

Un giorno apri la posta e ti ritrovi una cartolina con su scritto: ti ricordi? E’ passato più di un anno da quando “ho conosciuto” Giovanna a un ritiro di meditazione. Il virgolettato è d’obbligo perché la prima volta che ci siamo incontrate, nella nostra camera doppia in condivisione, non ci siamo scambiate neanche una parola. E così è stato per una settimana. Nei ritiri infatti viene spesso preso il voto del silenzio: ai meditanti è chiesto di rispettarlo per tutti i giorni di pratica. E’ un modo per tornare a percepire la preziosità e il valore degli spazi vuoti.

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A un piccolo uomo

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Quello che vorrei darti è la possibilità di essere te stesso. Non mi interessa trasmetterti contenuti o conoscenze, metodi o tecniche, ma gli strumenti per poterli trovare.

Vorrei aiutarti a sviluppare curiosità e gioia nella scoperta. Qualunque essa sia. Mi piacerebbe vederti crescere nella condivisione e nella compassione, in un ambiente dove la tenerezza e l’umiltà non sono una debolezza ma qualcosa su cui costruire la tua stabilità e forza interiore.

Vorrei semplicemente darti gli strumenti per trovare il tuo posto in questo mondo e per costruire con passione la tua strada, che è soltanto tua e di nessun altro.

Vorrei non avere l’arroganza di sapere cosa sia meglio per te, ma avere grandi orecchie e grandi occhi per cogliere ciò che tu mi indicherai.

Grazie perché ogni giorno mi insegni qualcosa.

Rinnovare l’appuntamento con noi stessi

homeditation«Bastano anche 10 minuti». Quante volte l’abbiamo sentito dire? In qualsiasi corso o pratica arriva un momento in cui abbiamo voglia o bisogno di cominciare a praticare anche a casa: per mantenere i benefici di un corso, progredire o anche solo ripassare. Che sia yoga, meditazione, tai chi, uno strumento musicale o una lingua straniera, spesso è molto più efficace la costanza rispetto a sedute intensive dove tra una e l’altra c’è il vuoto.

Nello yoga e nella meditazione è spesso sottolineata l’importanza della pratica quotidiana, anche solo 10 minuti al giorno.

Ma perché è utile farlo?

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Respirazione: dall’alto verso il basso o viceversa?

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Chi ha provato diverse classi di yoga e seguito insegnanti diversi, probabilmente si sarà imbattutto in diverse interpretazioni di come intendere il respiro e il suo movimento, ovvero la visualizzazione del percorso che esso fa all’interno del nostro corpo, e soprattutto in che direzione lo fa. 

Proverò qui a darne una a partire dagli aspetti anatomici della respirazione.

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